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Nome: Massimo
Un prigioniero della città dove lavoro e
del paese in cui vivo.
Appena posso evado e scappo sulle mie amate
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CALABRIA, PARCO NAZIONALE DEL POLLINO.
M. La Caccia (1744m) Salita integrale della cresta ovest. Difficoltà: D - IV Dislivello 1016m. Partenza: Località Castrito (728m) Belvedere Marittimo
N.B. Non sono stati lasciati chiodi o altri tipi di protezioni sulla via.

Dalla località Castrito, circa tre km dopo il mucchietto di case della frazione Trifari, si lascia l'auto e si imbocca la sterrata evidentissima sulla destra. Percorsi circa 400 m. ci si trova davanti ad un abitazione dove la strada si divide: a sinistra si va verso Buonvicino, mentre sulla destra una stradina si dirige in salita verso l'attacco della cresta. Percorsi ancora 3/400 metri, ci si trova in una zona libera da vegetazione, dove si può cercare il labile sentierino che si stacca dalla strada e porta direttamente sulla cresta. Qui, dove il sentiero entra in un corridoio roccioso, parte il primo facile tiro di corda, eccetto la partenza,( proteggibile con cordino su robusto leccio) superata la quale seguono circa dieci metri di semplice canale erboso per sbucare poi in cresta dove è possibile piazzare un chiodo, per rientrare poi nel canale dove sono presenti numerosi fastidiosi arbusti, fino a sostare su un alberello.
Giuseppe arriva alla prima sosta
Dalla sosta, un breve tiro porta su una crestina (Placca in aderenza IV) che si affaccia su un profondo canalone, attraverato il quale si può sostare con due chiodi su un grosso blocco roccioso e da qui slegarsi e seguire per circa mezzora il filo della cresta, con un divertente susseguirsi di facili arrampicate sui vari pinnacoli che questa oppone.
Si giunge così al simbolo della cresta stessa: un singolare torrione alto almeno una ventina di metri, più stretto alla base rispetto al culmine.
E qui non c'è molta scelta, bisogna di nuovo arrampicare, visto che dal lato nord la cresta, proprio alla base del monolito si butta giù verticale per una cinquantina di metri, mentre dal lato sud offre il passaggio più facile: dapprima uno stretto camino, (chiodo per protezione IV) poi un diedro di roccia marcia e instabile, unica possibilità di protezione un chiodo sulla sinistra, (III+). Fare molta attenzione ai sassi che quì vengono giù con molta facilità.
Si fa sosta su un minuscolo terrazzino (chiodo e stopper n°3) e si procede ancora tra salti, massi, paretine e passaggi esposti sul vuoto per almeno altre due ore e mezza
prima di arrivare sulla cima della montagna, per questa via che è una valida e più difficile alternativa alla classica "via normale" che passa per il rifugio Belvedere, unico di tipo "alpino" sul Pollino.
L'ideale è concatenare le due vie, usando la "normale" per la discesa, prevedendo magari il pernottamento al rifugio.
ATTIMI D'INVERNO
Pini loricati sulla Serra del Pollinello
Il "RE" Dolcedorme visto dal versante sud del M. Pollino
Dal Monte Pollino, volgendo lo sguardo verso la piana di Campotenese
MARE DI CALABRIA
La Calabria, terra di mare, coste a volte rocciose e frastagliate, a volte larghe e sabbiose...così è conosciuta la nostra regione. D'estate, orde di turisti invadono le nostre spiagge con questa consapevolezza, ma, ahimè, non sanno che qui, salendo sui monti, (...ma in Calabria ci sono anche le montagne??? ...direbbero in tanti) è possibile ammirare, con un pò di fortuna, un mare ben più spettacolare...
...qualche giorno fa, per l'ennesima volta, ho potuto apprezzare il mare di nuvole dall'alto delle nostre care montagne, e più precisamente dalla Montea, la "regina dell'Orsomarso", per l'occasione addobbata a festa, spettacolare come non l'avevo mai vista, imponente come sempre...
...ottimi compagni di cordata, Giuseppe e Nichi, con i quali ho condiviso tutte le fantastiche emozioni che la scalata ha regalato...
...per raggiungere il sinuoso crestone principale, alla via "normale", abbiamo preferito la più diretta "seconda spalla" (per chi guarda la montagna dalla radura della fontana di Cornìa) che identifico come "Via del monolito" per la presenza di un torrione roccioso nel punto in cui lo stesso costone termina incontrando la cresta principale.